Microchip
Chi possiede un cane deve obbligatoriamente fargli applicare il microchip e
registrarlo all’Anagrafe canina della ASL del Comune di residenza entro il
secondo mese di vita dell’animale o entro un mese dall’acquisto o dall’adozione.
Il microchip viene applicato dai veterinari dell’ASL o da veterinari privati
convenzionati.
Il microchip è grande come un chicco di riso e viene inserito, sotto la cute del
collo del cane, per mezzo di una siringa monouso, del tutto simile a quelle
adoperate abitualmente in laboratorio. Il metodo è semplice e indolore, oltre
che molto veloce.

Applicare il microchip è semplice e molto rapido perché il dispositivo viene
iniettato sotto la pelle con un’apposita siringa, e non richiede anestesia o
sedazione. Il microchip è un piccolo dispositivo elettronico che misura 11 mm di
lunghezza e 2 mm di diametro. È fatto di materiale biologicamente inerte e del
tutto innocuo. Quando viene avvicinato ad un apposito strumento lettore permette
di visualizzare un codice numerico che identifica l’animale. Questo codice,
insieme ai dati del proprietario e del cane, viene registrato all’anagrafe
canina nazionale. Il veterinario che applica il microchip si incarica di
compilare l’apposito modulo e farlo pervenire al settore veterinario dell’ASL;
il proprietario non deve far altro che apporre la sua firma, senza altre
incombenze.
In caso di trasferimento di proprietà (cessione gratuita o vendita), di
trasferimento del proprietario ad un nuovo indirizzo o di morte dell’animale
occorre informare l’ASL della variazione di dati.
L’applicazione del microchip non è solo un obbligo di legge (che comporta una
multa se non viene rispettato) ma un modo per poter ritrovare il proprio cane se
si perde ed è quindi davvero consigliabile. In caso di ritrovamento di un cane
abbandonato, infatti, i veterinari possono verificare la presenza del microchip
con l’apposito lettore e tramite il codice, unico per ogni microchip, risalire
al proprietario e restituirgli l’animale.
Dal 1 gennaio 2005 il microchip è diventato l'unico sistema in Italia per
identificare i cani, in sostituzione del tatuaggio, un sistema poco pratico e
che spesso diventava illeggibile. I cani registrati con il tatuaggio prima del
2005 hanno comunque l’obbligo di inserimento del microchip se il tatuaggio fosse
illeggibile.
L’applicazione del microchip è obbligatoria anche per i gatti e i furetti nel
caso debbano oltrepassare il confine nazionale, insieme alla vaccinazione contro
la rabbia e alla compilazione del passaporto, che viene rilasciato dall’ASL su
richiesta del proprietari.
Il microchip diventa obbligatorio se il tatuaggio effettuato negli anni passati
sull’orecchio o sulla coscia del cane non è più leggibile. Per i padroni che
vogliono portare con sé il proprio cane nei viaggi all’interno dell’Unione
Europea, il tatuaggio sarà considerato valido fino 31 dicembre 2012. Dopo tale
data, sarà necessaria l’applicazione del chip..
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